sabato 11 luglio 2009

7 luglio 2009: si parte!

Il materiale audiovisivo che troverete in questo blog è prodotto dal gruppo del laboratorio di arteterapia multimediale del centro di salute mentale di Lucca. Il nostro contributo al campo di lavoro è quello di aprire una finestra sul mondo per far conoscere questa esperienza.

Abbiamo deciso di fare il nostro viaggio con il traghetto. Dobbiamo portare con noi il pulmino per gli spostamenti e gran parte delle attrezzature che ci serviranno per realizzare i video. Il resto del gruppo arriverà in aereo con un viaggio sicuramente più breve e comodo ma assai meno affascinante.

Godetevi la Photostory di Leonardo!

video

I volontari tengono, a turno, un diario di questa esperienza: Matteo ha raccontato la sua partenza e l'arrivo a Corleone.

DIARIO DEL GIORNO

Ciao a tutti!!!

Mi chiamo Matteo e da poco tempo faccio parte del progetto “Liberarci dalle spine”, partecipando al campo di lavoro sui terreni confiscati alla mafia a Corleone. In questo diario racconterò tutte lesensazioni e le emozioni del vivere giorno per giorno questa avventura fantastica. Il primo passo verso la Sicilia è stato la partenza dal porto di Livorno, parecchio pesante e stressante, perché diciassette ore di navigazione, con oltre tre di attesa, mettono veramente a dura prova la pazienza del viaggiatore.

Siamo partiti il sette di luglio, da Lucca, e ci siamo diretti verso Livorno, per la partenza. Durante il viaggio abbiamo fatto delle riunioni per organizzarci meglio per l’arrivo a Corleone. Per quanto riguardo le cena e il pranzo, ci siamo messi d’accordo prima, facendo scomodare le mamme per preparare alcune cose da mangiare durante il lungo viaggio. E’ così abbiamo cenato assieme. La notte è risultata per alcuni un tormento. Altri, grazie alla stanchezza, si sono messi nelle poltrone e hanno dormito tutta la notte. Finalmente, dopo la lunga strada verso la Sicilia, ecco che siamo giunti. All’arrivo siccome il furgoncino non poteva portare tutti quanti, alcuni siccome alcuni sono andati con il pullman, seguiti dal furgoncino. Dopo un’ora di viaggio, siamo giunti a destinazione, di cui da tanto tempo sentivo parlare. In quel preciso momento incominciavo a farmi una miriade di domande, solo per una semplice curiosità che mi stava assalendo. Dato che ero fuori da Lucca, sarei riuscito ad integrarmi facilmente? Ma con grande sorpresa, la domanda che mi ero posto svanì immediatamente, perché la gente che trovammo trattava non solo me, ma anche i miei compagni, come se fossimo loro amici da tanto tempo. E questo per me era molto incoraggiante. Ma poi con il susseguirsi dei giorni, e l’arrivo di altri ragazzi di altre città, il mio dubbio è completamente scomparso. Il gruppo arrivato comprendeva alcuni ragazzi della Toscana e altri dalla Lombardia. Non so come sia successo, ma io mi sono integrato subito, forse grazie alla loro facile apertura nei confronti dell’altro, con alcuni in maniera più stretta.

All’interno di questa cooperativa, si svolgono gli appositi compiti che ci danno, ovvero: un gruppo si occupa di fotografia e video e reportage, altri interagiscono in prima persona con la terra siciliana, coltivando i terreni confiscati alla mafia. Fin dal primo giorno, mi sono messo d’impegno anche perché ci tengo molto a questo progetto che comprende anche una riflessione sulle origini della mafia. Io ho avuto l’incarico di effettuare le interviste ai vari partecipanti del campo. Non mi posso lamentare assolutamente di questi giorni, perché, avendo così tanti impegni durante la giornata non ne avrei neanche il tempo. Comunque sia mi sto divertendo e grazie ad alcuni appuntamenti concordati dalla cooperativa, mi sto facendo una cultura sul tema che riguarda la mafia. Attraverso testimonianze e illustrazioni della gente che quotidianamente abita qui, posso finalmente capire la vita vera di questo paese.

Oggi ho avuto l’incarico con altri ragazzi di pulire e apparecchiare tutta la casa. Siccome stiamo in una casa, è giusto che ci siano delle regole stabilite. Anzi posso dire che è molto bello fare cose, anche se prima non mi piacevano, se queste cose vengono apprezzate dallo staff e dalle altre persone. Posso dire con grande gioia che sono veramente contento di far parte di questo progetto importante e, anche da un punto di vista culturale, molto interessante.

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